Profilo biografico/scientifico

Benedetto GravagnuoloBenedetto Gravagnuolo è nato a Cava dè Tirreni (SA) il 10 novembre 1949, dopo appassionati studi classici si laurea in architettura a Napoli il 26 luglio 1973, con una tesi che indagava le metodologie di intervento nelle aree periferiche. Inizia da subito la sua collaborazione accademica come assistente del professor Renato De Fusco.

Diviene ricercatore di Storia dell’Architettura nel 1980, Professore associato nel 1992, Professore ordinario nel 1995. Dal 1987 tiene ininterrottamente corsi di Storia dell’Architettura presso la Facoltà di Napoli, cui affianca corsi di Storia dell’Urbanistica e del Design.

Nel 2002 viene eletto Preside della Facoltà di Architettura di Napoli, carica che gli verrà rinnovata per un ulteriore triennio nel 2005. In questo periodo, è stato Consulente del MIUR (a partire dal 28 aprile 2004), quale membro del “Gruppo di lavoro per la verifica della conformità dei Nuovi percorsi formativi di laurea specialistica alla Direttiva 384/85 CEE”. In due diversi periodi, dal 1999 al 2002, e dal 2010 ha ricoperto il ruolo di Direttore del Dipartimento di Storia dell’Architettura e Restauro dello stesso Ateneo Fridericiano.

La sua è una vita densa che non si chiude nell’ambito di una forte e qualificata attività di ricerca: membro del Consiglio Direttivo dell’Ordine degli Architetti di Napoli per due consiliature, dal 1990 al 1993, Assessore all’Urbanistica al Comune di Cava dè Tirreni dal 1993 al 1995, Presidente della Commissione Edilizia del Comune di Napoli dal febbraio 1998 al gennaio 2000. Ancora per il Comune di Napoli è stato nel 1998-99 consulente dell’Assessorato alla Vivibilità per l’indagine storica relativa alla “Variante al Piano Regolatore Generale. Centro Storico. Zona Orientale. Zona occidentale” adottata dalla Giunta Municipale il 23 gennaio 1999.

Dal gennaio 1996 è stato membro del “GRUPPO NAZIONALE DI ARCHITETTURA” del C.N.R., consulente nel 1998-99 della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Protezione Civile per la redazione della “Analisi storica dei centri urbani della vallata del Sarno” a seguito degli eventi alluvionali del 5 e 6 maggio 1998, e consulente del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (a partire dal 10 luglio 2003), quale responsabile di una ricerca sul tema “L’Architettura di Napoli e Provincia dal 1945 ad oggi. Selezione delle opere di rilevante interesse artistico”.

E’ stato membro della Giuria del Concorso internazionale per la progettazione della Nuova Stazione dell’Alta Velocità di Napoli ad Afragola (2003) e della Giuria del Concorso internazionale in due fasi per la Riqualificazione dell’Area monumentale del Porto di Napoli (2004-2005).
Già a partire dal febbraio 2004 ha fatto parte del Comitato Tecnico-Scientifico che ha curato la fondazione del Palazzo delle Arti di Napoli, nel maggio 2005 ne è stato nominato Membro del Comitato Scientifico.

Notevole la sua attività pubblicistica, con cui ha contribuito al dibattito critico sulle vicende architettoniche e urbanistiche di Napoli , già a partire negli anni ’70, curando una rubrica per il periodico “La Voce della Campania”, successivamente per “Itinerario” ed, in anni recenti, pubblicando articoli e interviste sui quotidiani quali “Il Mattino” , “La Repubblica” , “Il Corriere del Mezzogiorno” ed altre testate.

Così come numerose sono le sue conferenze tenute presso diverse università italiane e straniere quali la Sorbonne di Parigi, la Columbia University di New York, l’Architectural Association School di Londra e le Facoltà di Architettura di Paris-Belleville, Bruxelles, Marsiglia, Lille, Nancy, Madrid.

Il 2 aprile 2005 è stato insignito del PREMIO INTERNAZIONALE “SEBETIA-TER” PER L’ARCHITETTURA, con medaglia del Presidente della Repubblica Italiana.

Dal 2005 al 2010 è stato Presidente della “Fondazione Annali dell’Architettura e delle Città”, e dal 2006 Coordinatore del Master di II livello internazionale dell’Università di Napoli Federico II in “Progettazione d’eccellenza per la città storica”.

E’ morto a Napoli il 1° luglio 2013.

a cura di Orlando Di Marino